La Cassa della Nostra Arciconfraternita al Santuario di Nostra SIgnora della Guardia

 

A proposito di questa Cassa si racconta che, nel secolo scorso, loschi figuri abbiano tentato di trafugarla per caricarla su una nave e portarla verso ignota destinazione. Pare, tuttavia, che durante il tragitto verso la spiaggia i ladri, come trattenuti da una forza soprannaturale, non riuscivano a muoversi mentre se ritornavano sui loro passi erano quasi aggevolati nel cammino. Visto l'impossibilità di raggiungere il vapore avrebbero quindi deciso di abbandonare l'impresa.

La cassa, che risale al 1674, è stata popolarmente attribuita al Maragliano (1664/1739): è un'attribuzione erronea perchè in quell'anno lo scultore aveva soltanto dieci anni. La statua, che da secoli attira numerosissimi fedeli forse anche per la richezza del suo addobbo in oro, è un lavoro in legno con intagli e dipinti parzialmente dorati. La figura della Vergine è posata, contornata da angeli, sulla cosidetta macchina processionale costruita in legno intagliato e decorato. Ha lavorazioni in lamina di argento sbalzato e cesellato tra cui spiccano il grande raggio posto dietro la testa della Madonna e i mazzi di fiori di lamina dello stesso materiale. La cassa del peso circa di 600 Kg. era da secoli portata in processione da almeno 12 confratelli che si giovavano di stanghe di legno inserite sotto la struttura portante. La cassa della Madonna viene portata a spalle durante la salita della Scala Santa al santuario dell'Acquasanta mentre lo scoppio dei mortaletti e gli applausi dei fedeli rendono più emozionante la corsa dei portatori lungo la scala.