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Pellegrinaggio alla Madonna della Guardia in occasione del quinto centenario dell'apparizione
Raduno delle Confraternite per le Vie del Centro |
Le processioni sono fatte specialmente in occasione di pellegrinaggi. Al pari delle processioni, anche i pellegrinaggi prevedono un cammino; questo deve essere effettuato verso un luogo sacro in spirito di preghiera per penitenza o in ringraziamento a Dio per i favori elargiti. Il pellegrinaggio, però, ha caratteristiche diverse dalla processione perché costituisce un'evasione dal quotidiano per immergere il proprio IO in una realtà sacra. Il pellegrinaggio è un itinerario da percorrere normalmente a piedi e include una prova necessaria più o meno lunga e faticosa. La meta finale deve essere un luogo sacro in cui si manifesta la potenza di Dio. La forma escatologica è quella del pellegrinaggio senza ritorno, ovvero la morte corporale del cristiano. Fra le espiazioni imposte dalla penitenza in uso verso l'anno 1000 vi era anche il pellegrinaggio alle tombe dei Santi. Nacquero così molti pellegrinaggi che sopravvissero come forme di penitenza pubblica e collettiva. Le apparizioni celesti, le reliquie vere e presunte, le immagini sacre talvolta collegate ad una scoperta miracolosa, sono la maggior parte dei casi all'origine dei pellegrinaggi o comunque sono servite a promuoverli e giustificarli. Le immagini sacre sono utilizzate come supporto di particolari luoghi specialmente di quelli dedicati alla Vergine Maria. In alcuni casi le immagini sono frutto di una scoperta miracolosa o di una determinata devozione, oppure ricordano un'apparizione. Il centro del pellegrinaggio è spesso limitato da un recinto che racchiude chiese, cappelle, tomba, sacro fonte, calvario, ecc. costituendo così uno spazio sacro separato dal territorio circostante. Alcuni pellegrinaggi sono fatti in una determinata epoca: ad esempio nel medioevo i principali centri di interesse erano Campostela, Roma e Gerusalemme ai quali, ai nostri giorni si aggiungono Lourdes, Fatima, ecc... Il pellegrino, vada da solo o in compagnia, è coinvolto in celebrazioni rituali ed esigenze di pratica sacramentaria che dipendono dalla Chiesa ma che si adattano a gesti tradizionali di pietà sia individuali, sia collettivi. Alcuni gesti sono comuni a tutti i pellegrinaggi, come espressione dell'incontro con il luogo sacro: porre le dita o le labbra sulla tomba, sul reliquiario, sull'immagine o sulla roccia dell'apparizione; bere alla fontana sacra o anche bagnarsi il corpo; deporre un'offerta che segna un distacco da sé o lasciare una traccia della propria presenza come ad esempio con gli ex-voto o, purtroppo, con graffiti. Alcuni portano via dal luogo un ricordo e perciò sono fioriti i negozi di oggetti vari, soprattutto religiosi, che fanno da corona a tutti i santuari cristiani. La chiesa è intervenuta solo in casi di gravi abusi, perché si tratta di una manifestazione che dovrebbe consentire di raggiungere lo scopo essenziale ultimo: la conversione a Dio. Dal punto di vista culturale le vie dei pellegrini hanno avuto un'importanza notevole come ad esempio la diffusione delle chiese e cupole bizantino-romaniche sull'itinerario che portava a Santiago de Compostela e la diffusione e la propaganda delle canzoni delle gesta di Carlo Magno e di Orlando. Hanno però facilitato anche la diffusione di malattie contagiose come avviene spesso nel pellegrinaggio alla Mecca.
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